Associazione CCSVI nella Sclerosi Multipla - Veneto

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Risposte alle domande più frequenti

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Vorrei farmi visitare ed operare dal Prof. Zamboni, come posso fare?

Attualmente il Prof. Zamboni e la sua equipe non effettuano diagnosi ed interventi al di fuori di sperimentazioni ufficiali. Entro qualche mese nella regione Emilia Romagna sarà avviata un sperimentazione terapeutica coordinata dal Prof. Zamboni e dalla sua equipe, la sperimentazione essendo multicentrica potrebbe prevedere la partecipazione di ospedali Veneti. Consigliamo pertanto di rimanere aggiornati consultando periodicamente le news presenti sul nostro sito.

Posso fare l'EcoDoppler per diagnosticare la CCSVI in un qualsiasi ospedale?

No, per effettuare una corretta diagnosi di CCSVI mediante EcoDoppler è di fondamentale importanza che il medico sia stato specificamente formato sulla patologia in questione, inoltre deve essere utilizzata una strumentazione appositamente tarata per l'indagine sul sistema venoso interessato dalla patologia. Attualmente, purtroppo, sono pochi gli ospedali che hanno i requisiti appena elencati. Consigliamo di leggere l'articolo di aprofondimento: EcoDoppler per diagnosticare la CCSVI: Come orientarsi?

E' vero che ci sono stati due decessi causati dall'angioplastica per curare la CCSVI?

No, non è vero. La sola angioplastica con palloncino consigliata dal Prof. Zamboni per il trattamento della CCSVI non ha mai causato nessun decesso. Nel mondo si conta un paziente deceduto dopo aver subito l'impianto di uno stent, tecnica molto diversa dall'angioplastica con palloncino, ed assolutamente sconsigliata dal Prof. Zamboni. La morte è avvenuta dopo alcune settimane dall'intervento a causa di un'emorragia arteriosa da aneurisma celebrale (l'intervento si concentra invece sulle vene), forse causato o aggravato dalla terapia anticoagulante che di prassi si usa dopo gli interventi. In un altro paziente c'è stata la migrazione di uno stent impiantato sulla giugulare verso il cuore, che ha certamente causato delle serie complicanze ma non la morte del paziente.

In definitiva, in Italia e nel mondo non vi è stata nessuna grave complicanza associata all'angioplastica con palloncino che rimane l'unica procedura suggerita per il trattamento della CCSVI. Al momento l'utilizzo degli stent è sconsigliato.

Chi viene curato dalla CCSVI può smettere le terapie per la Sclerosi Multipla?

No, tutti i pazienti ai quali è stata curata la CCSVI nel primo studio del prof. Zamboni sono stati invitati a continuare le classiche terapie contro la Sclerosi Multipla. Attualmente la CCSVI dovrebbe essere vista come una potenziale arma in più da affiancare a quelle già esistenti, e la sua scoperta non deve indurre alla sospensione dei farmaci.

La CCSVI è la causa della Sclerosi Multipla?

Attualmente non si può dire che la CCSVI sia la causa della Sclerosi Multipla, questo non è ancora stato provato scientificamente. Fino ad ora si è trovata una forte associazione tra CCSVI e Sclerosi Multipla, inoltre, in un primo studio open label si sono osservati dei miglioramenti in alcuni sintomi della Sclerosi multipla dopo l'intervento di angioplastica. Attualmente si può dire che la CCSVI si candida ad essere uno dei fattori sin ora sconosciuti che causano la Sclerosi Multipla, o che comunque ne peggiorano la prognosi.

Mi è stato detto che la CCSVI è una conseguenza della Sclerosi Multipla, è vero?

Fermo restando che in un contesto dove si è ancora in fase di sperimentazione ognuno è libero di avere le proprie idee, le malformazioni che causano la CCSVI sono state classificata dalla IUP (la più vasta organizzazione scientifica che si occupa di patologie venose) come malformazioni venose di tipo trunculare, ovvero fra quelle che si sviluppano fra il 3° ed il 5° mese di vita intrauterina. Le stenosi possono essere di varia foggia, tra le quali: vene attorcigliate; setti membranosi; valvole malformate o girate al contrario; in questo contesto è difficile pensare che una patologia come la Sclerosi Multipla possa comportare nel tempo malformazioni di questo tipo.