Associazione CCSVI nella Sclerosi Multipla - Veneto

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Il Gazzettino di Padova: Sclerosi Multipla, via alla sperimentazione

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Il Gazzettino di Padova - Domenica 26 giugno 2011

METODO ZAMBONI L’Ulss di Padova unico ente veneto accreditato a partecipare allo studio

(F.Capp.) Sessanta pazienti arruolati e "un sogno coraggioso" per la cura della sclerosi multipla: la sperimentazione del famoso "metodo Zamboni" - tra i suoi sostenitori illustri, Nicoletta Mantovani, vedova di Luciano Pavarotti, affetta dalla malattia - approda in città. L'Ulss 16, con il suo dg Fortunato Rao e il referente sanitario Daniele Donato, è l'unico Ente del Veneto accreditato a partecipare allo studio multicentrico diangostico-terapeutico "Breave Dreams", letteralmente "sogni coraggiosi".
Il dottor Giampiero Avruscio, angiologo direttore della Medicina specialistica dell'Ulss 16 ha ottenuto l'accreditamento diagnostico: il progetto di sperimentazione, da lui coordinato e prossimo a partire, si basa su studi pionieristici pubblicati a livello internazionale generando grandi speranze fra i malati. «La nostra azione - spiega Avruscio - serve per vedere con grande scientificità quante di queste speranze possano essere effettivamente mantenute». La sclerosi multipla è una malattia cronica progressiva che interessa il sistema nervoso centrale. «La causa è sconosciuta, anche se si ipotizzano più teorie: recentemente il prof. Paolo Zamboni, chirurgo vascolare dell'Università di Ferrara, ha esibito - spiega Avruscio - interessanti dati secondo i quali esiste una correlazione tra un ostacolato deflusso di sangue attraverso le vene giugulari, chiamato "CCSVI" (insufficienza venosa cronica cerebro-spinale), e sclerosi multipla. Sulla rivista scientifica Annals of Neurology, sono state pubblicate alcune mie considerazioni relative ad uno studio della Clinica neurologica di Padova, secondo il quale non esiste alcun rapporto tra CCSVI e sclerosi. Nessuno si era accorto che analizzando attentamente i dati riportati proprio in questo lavoro, si riscontra invece una forte correlazione: chi presenta una CCSVI, possiede un rischio molto elevato, 9 volte, di sviluppare la patologia».
Se così fosse, allora basterebbe disostruire le vene giugulari attraverso l'angioplastica e la malattia andrebbe attenuandosi o regredendo. Il prof. Zamboni rileva che «Avruscio ha applicato un'analisi statistico-matematica ineccepibile: il suo approfondimento va a completare l'eccellente lavoro della Clinica neurologica rilevando che il blocco venoso rappresenta il più potente fattore di suscettibilità mai identificato finora».

 

Approfondimenti sulla CCSVI pubblicati su NES (Nord Est Sanità)

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NES Numero 4 Dicembre 20010 - Focus: La sclerosi Multipla pag. 24,25,26

Metodo Zamboni: Sclerosi Multipla trattata con l'angioplastica

Il professor Paolo Zamboni, chirurgo vascolare responsabile del Centro malattie vascolari dell'università di Ferrara, inizia ad occuparsi di Sclerosi Multipla seguendo un paziente molto speciale, la moglie. Eseguendo su di lei e in altri pazienti l'ecodoppler, il medico si accorge che in tutti sono presenti dei restringimenti delle vene toraciche e giugulari, quelle che portano il sangue dal cervello al cuore. È il 2008 quando identifica la patologia indicandola come insufficienza venosa cerebrospinale cronica (Ccsvi). Le ostruzioni causano il ristagno del sangue nel cervello determinando degli accumuli di ferro anomali attorno ai vasi. Secondo Zamboni proprio queste placche starebbero alla base della Sclerosi Multipla. Il medico va oltre e spiega che eliminando le stenosi si ripristina la corretta circolazione venosa con inevitabili ricadute sul progredire della malattia. La Sclerosi rappresenta ancora una grossa incognita per la comunità scientifica che si limita a classificarla come una malattia neurologica perché colpisce cervello e midollo spinale. La scoperta della Ccsvi sta aprendo nuovi scenari che i malati vorrebbero percorrere con velocità, ma molti medici frenano in attesa di prove scientifiche certe. Nel primo studio pilota realizzato dall'equipe di Zamboni a Ferrara sono stati trattati 65 pazienti: in tutti l'ecodoppler dimostrava la presenza delle ostruzioni, una corrispondenza tra Ccsvi e Sclerosi Multipla del 100%. I pazienti sono stati trattati con angioplastica, dilatando le stenosi con un palloncino così come si fa da anni per le ostruzioni coronariche. Nei pazienti "liberati" non si sono più verificate ricadute nella Sclerosi: nei meno gravi i sintomi sono regrediti, in quelli con una disabilità ormai acquisita la malattia si è stabilizzata evitando ulteriori peggioramenti.

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«Ecco perchè la sclerosi multipla non ci deve più fare paura»

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il mattino di Padova - 09 dicembre 2010 pagina 16 - sezione: ALTRE

Di Marco Nazaro.

Caro direttore, le scrivo per discutere sulla sclerosi multipla e sulle nuove terapie e scoperte che sono in grado di fermarla. Mi dispiace moltissimo per quello che è accaduto al ragazzo di Abano: vorrei solo lasciare, a lei e a tutti i malati di oggi e di domani, un messaggio di speranza. L’associazione che rappresento cerca di far arrivare ai malati la notizia della scoperta fatta a Ferrara dal professor Zamboni, secondo la quale la malattia ha anche origini vascolari e le vene che portano fuori il sangue dalla nostra testa e dalla nostra schiena sono chiuse o presentano ostruzioni tali da renderne difficile il decorso.

In poche parole, il sangue rimane bloccato nella testa e nella schiena e non prosegue il suo corso normale. Per far ritornare le cose alla normalità basta un intervento di angioplastica dilatativa, eseguito in day hospital. Quello che è incredibile è la mancata comunicazione di questi risultati ai diretti interessati. E questo nonostante lo studio pubblicato porti a testimonianza i risultati di 3 anni di interventi. Dai quali emerge una realtà estremamente interessante: tutti i malati che si sono sottoposti a questo tipo di intervento non non hanno più avuto problemi.

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«Costretto a volare in Bulgaria per operarmi»

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02/11/2010 - La Nuova Venezia - Cronaca locale di Chioggia

Chioggia. Colpito da sclerosi multipla: «Ecco il mio calvario»

CHIOCGIA. Costretto a volare in Bulgaria per avere una speranza di arrestare la sclerosi multipla. A raccontarci la sua storia è Pierangelo Callegaro, 52 anni, da 22 affetto da sclerosi. «Già la diagnosi è stato un calvario - racconta Callegaro - la malattia si presenta con sintomi strani, rìferbili a molte altre patologie. Ero stanco, facevo fatica a guidare, a volte perdevo sensibilità nel braccio destro. Ho iniziato un pellegrinaggio tra ospedali, ambulatori ed esami, terrorizzato da una diagnosi che è arrivata dopo quasi due anni. La malattia si è sviluppata lentamente, senza dolore, portandosi via pezzettino dopo pezzettino le mie abilità e costringendomi ad una vita di progressive limitazioni».

Dopo anni di terapie farmacologiche, senza risultati, Callegaro ha trovato una nuova speranza nella recente scoperta del professor Paolo Zamboni, ricercatore all'università di Ferrara. Nel 2008 il medico scopre una corrispondenza tra la sclerosi e una nuova patologia, l'insufficienza venosa cronica cerebrospinale (ccsvi), che provoca ostruzioni nelle vene toraciche e cervicali. In pratica il sangue non defluisce correttamente dal cervello al cuore e ristagna creando delle placche.

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SANITÀ. La fondazione Smuovilavita ha investito in apparecchi e corsi

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22/10/2010 - Il Giornale di Vicenza - CRONACA - pagina 26

Sclerosi, Vicenza si mobilita per la nuova terapia

«Molti pazienti vogliono provare le cure del prof. Paolo Zamboni dell'università di Ferrara, ma qui tutto rimane ancora fermo»

Se ne sono occupate nelle scorse settimane le Iene in due servizi tv su Italia 1. Giulio Golia è riuscito a strappare al ministro Fazio la promessa che in Italia si sperimenti la terapia del prof. Paolo zamboni, il direttore del centro malattie vascolari dell'università di Ferrara nella cura della sclerosi multipla superando un impasse che dura da molti mesi.
Vicenza è stata la prima a coinvolgere Zamboni grazie alla Fondazione Smuovilavita.

Il presidente Sergio Dalla Verde e il cofondatore Giordano Malfermo a gennaio lo hanno fatto venire in un convegno che ha riempito di pazienti di tutta Italia l'auditorium della Fiera. Poi sempre Smuovilavita ha coinvolto il S.Bortolo, primo ospedale in Italia, in una sperimentazione clinica nazionale da condurre in convenzione con Zamboni.

I due imprenditori-volontari hanno acquistato lo speciale ecodoppler che serve per il programma spendendo 60 mila euro. Hanno pagato il corso di formazione all'università di Bologna per due medici dell'ospedale, il primario di chirurgia vascolare Domenico Milite e la neurologa Antonella De Boni. Ma poi tutto ha cominciato ad andare a rilento. Così Dalla Verde e Malfermo sono avviliti, anche perché ogni giorno ricevono telefonate, richieste, sollecitazioni accorate da tanti pazienti, per lo più molto giovani, a fare presto, perché vorrebbero sottoporsi anche loro alla terapia-Zamboni, quella che è la nuova grande speranza per la sclerosi multipla.

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Congresso Ectrims: Symposium dedicato alla CCSVI

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A Goteborg si è da poco concluso il Convegno Europeo sulla Sclerosi Multipla (ECTRIMS), dove i ricercatori di tutta Europa si sono riuniti per presentare e discutere le attuali ricerche scientifiche che riguardano la Sclerosi Multipla. Nell'occasione, la Fondazione Charcot ha organizzato un Symposium dedicato alla CCSVI nella Sclerosi Multipla che ha visto la partecipazione di 4.000 congressisti.

Riportiamo le dichiarazioni rilasciate a margine dell'evento dal Prof. Paolo Zamboni e dal presidente della Fondazione Hilarescere, Prof. Fabio Roversi Monaco.

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Conferenza stampa di presentazione del convegno "Il suono del Muro che cade"

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Bologna, 20 settembre 2010. Presso l’Università degli Studi di Bologna si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del convegno associativo "IL SUONO DEL MURO CHE CADE", organizzato dall'Associazione Nazionale CCSVI Nella Sclerosi Multipla che si terrà il 24 Settembre sempre a Bologna. Alla conferenza stampa sono intervenuti:

  • Nicoletta Mantovani, Presidente onorario dell’Associazione CCSVI nella SM.
  • Francesco Tabacco, Presidente nazionale Associazione CCSVI nella SM.
  • Prof. Dario Braga, Pro-rettore dell’Università di Bologna, delegato alla Ricerca scientifica.
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«La teoria di Zamboni ha un senso»

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13/09/2010 - Sclerosi multipla, intervista del Corriere Canadese al radiologo Sclafani

Di SIMONA GIACOBBI

Lavora a New York, a Brooklyn. Ha oltre 40 anni di brillante carriera alle spalle e il suo nome è molto conosciuto tra i pazienti di sclerosi multipla. È stato non solo il primo radiologo interventista americano ad aver praticato il trattamento dell’insufficienza venosa cronica cerebro-spinale (Ccsvi) ma anche il primo a criticare duramente gli studi scientifici svedesi e tedeschi, pubblicati di recente, che hanno negato la teoria di Zamboni. Studi in cui si sostiene nero su bianco la mancanza di un collegamento tra la sclerosi multipla e la Ccsvi.

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Sclerosi multipla: nuove cure

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28/08/2010 - Il Giornale di Vicenza - REGIONE - pagina 8

Il consigliere regionale dell’ Udc Stefano Peraro ha presentato un’interrogazione “a riposta immediata” per sapere se la Giunta veneta intenda approfondire e sostenere l’attività di ricerca circa le nuove metodologie terapeu- tiche della sclerosi multipla. «Nel dibattito sulla ricerca di nuove metodologie per la cura della sclerosi multipla - spiega Peraro - si sono inseriti con forza i risultati dell’attività di ricerca condotta dal prof. Paolo Zamboni del Centro Malattie Vascolari dell’ Università di Ferrara e dal dott. Fabrizio Salvi, neurologo dell’ Ospedale Bellaria di Bologna, sulla presunta correlazione fra l’insufficienza venosa cronica spinale e la sclerosi multipla e sui notevoli miglioramenti nel decorso di questa ultima derivanti dalla realizzazione di innovativi interventi a carattere chirurgico come la tecnica di angioplastica dilatativa applicata al sistema venoso interessato, praticata in regime di day hospital».

Fonte: sclerosi.org

Articoli collegati: Veneto: Presentata interrogazione in consiglio regionale

 

Sclerosi multipla: Anche a Padova è stata inaugurata una sezione CCSVI

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24/08/2010 - Il Gazzettino di Padova -  pagina 8

(St.M.) È nata anche a Padova una sezione dell'associazione «CCSVI nella Sclerosi Multipla Veneto», creata a livello nazionale da Nicoletta Mantovani, moglie di Luciano Pavarotti. Recenti studi hanno rilevato una stretta correlazione tra la sclerosi multipla e una sindrome vascolare recentemente scoperta, chiamata CCSVI (Insufficienza Venosa Cronica Cerebro Spinale) risultato straordinario di una ricerca tutta italiana, condotta dal prof. Zamboni e che si pone al centro del dibattito, scientifico e non, come possibile terapia alle ricadute della sclerosi multipla. La CCSVI consiste in malformazioni occludenti le principali vene cerebrospinali nei loro segmenti extracranici ed extravertebrali. La patologia è stata riconosciuta all'unanimità da esperti di malformazioni vascolari di 47 paesi ed è stata inserita fra le malformazioni venose congenite. Nei malati di CCSVI il normale deflusso del sangue del sistema nervoso centrale, cervello e midollo spinale, verso il cuore, è ostacolato da ostruzioni presenti nelle vene del collo e del torace comportando un ristagno di sangue nel cervello. Per appoggiare e finanziare questi studi, è appena nata l'associazione «CCSVI nella sclerosi multipla Veneto» che in poco tempo ha visto crescere il numero dei suoi iscritti.