Lo studio Italiano coordinato dal Prof. Paolo Zamboni riferisce una associazione nel 100% dei casi tra CCSVI e Sclerosi Multipla [1], questo significa che a tutti i pazienti con Sclerosi Multipla presi in esame è stata diagnosticata anche la CCSVI. Conferme vengono da New York State University sede di Buffalo, da paesi dell'Europa centro-orientale e dal medio Oriente; ecco una tabella riassuntiva delle percentuali di associazione tra CCSVI e Sclerosi Multipla rilevate nei vari studi a livello mondiale.

Come si può vedere dai dati riportati, c'è una sostanziale differenza metodologica tra lo studio condotto dal Prof. Zamboni e gli altri, nel primo caso è stata utilizzata la combinazione di due esami diagnostici per rilevare la CCSVI: L'EcoDoppler e la Venografia selettiva; mentre negli altri studi è stato utilizzato esclusivamente l'EcoDoppler. Nonostante alcune diversità nelle percentuali, questi dati indicano una importante associazione della CCSVI nei pazienti con Sclerosi Multipla rispetto ai sani, confermata anche a diverse latitudini.
Nella tabella sono riportati gli studi che hanno utilizzato le metodiche ed i criteri indicati dal prof. Zamboni per la diagnosi di CCSVI, altri studi [5][6] dove sono stati utilizzati criteri o metodiche diagnostiche differenti hanno riportato percentuali di associazione tra le due patologie significativamente inferiori.
Impatto della CCSVI sulla Sclerosi Multipla:
Un primo studio prospettico open label con mantenimento della terapia in corso [7], ha dimostrato dei benefici per i pazienti con Sclerosi Multipla che si sono sottoposti al trattamento mediante angioplastica percutanea (PTA) volto a curare la CCSVI, questi i risultati in sintesi:
- Nelle forme RR si è registrata una riduzione statisticamente significativa delle recidive a 18 mesi comparate al periodo precedente, che invece di essere presenti nel 50% dei pazienti si sono riscontrate nel 27%. La qualità della vita è aumentata significativamente, così come l’MSFC, che, impennandosi già al controllo ad un mese si manteneva poi durante il follow-up. Il numero di lesioni attive all’indagine di risonanza si è ridotto significativamente passando dal 27 al 12%.
- Nelle forme PP si è avuto un miglioramento della QoL fisica a 18 mesi, mentre negli SP si è solo dimostrato un trend. L’MSFC si è però mantenuto costante nel corso del follow-up facendo paventare un possibile effetto anti progressione da verificare in studi successivi.
- Le pressioni venose dopo il trattamento si sono ridotte significativamente. La percentuale di restenosi è stata del 47% nelle giugulari e del 4% nelle azygos, indicando la necessità di reintervenire in circa la metà dei casi con un’ulteriore rimodellamento entro i 6-9 mesi, timing in cui l’ECD documenta le restenosi.
- Infine dato importante è l’assenza di complicazioni importanti a fronte di questo semplice trattamento conservativo che può essere somministrato nel corso della flebografia diagnostica.
Studi Genetici:
Uno studio pilota genetico [8] ha dimostrato nel HLA locus del cromosoma 6, il maggiore sito di suscettibilità alla SM, una zona di perturbazione con un numero elevato di delezioni e di duplicazioni in soggetti affetti da CCSVI e SM. Il numero medio di queste mutazioni presenti all’esame CHG è risultato essere molto elevato, pari a 25 per paziente. Un dato molto interessante è che quanto maggiori sono il numero di mutazioni sul cromosoma 6p21.32 (HLA locus) riscontrate in un paziente, tanto maggiore è la probabilità che lo stesso abbia un maggior numero di stenosi. Questo risultato che dimostra una verosimile unicità dei siti genetici di suscettibilità ad SM ed a CCSVI, è supportata dal fatto che in questa regione che comprende 211 geni esistono molti geni regolatori dello sviluppo dell’apparato vascolare, che poi nel corso della vita vengono silenziati, e che curiosamente stanno accanto ad altri che regolano infiammazione ed immunità.
L'associazione tra CCSVI e Sclerosi Multipla spiegata da Prof. Zamboni:
(Video tratto dal programma televisivo Guglielmo TELL - Telestense.)
Bibliografia:
- Zamboni P, Galeotti R, Menegatti E et al. "Chronic cerebrospinal venous insufficiency in patients with multiple sclerosis", J Neurol Neurosurg Psychiatry 2009;80:392-399 (leggi l'articolo)
- Zivadinov R, Marr K, Ramanathan M, et al "Combined Transcranial and Extracranial Venous Doppler Evaluation (CTEVD study)". Description of the Design and Interim Results of an Epidemiological Study of the Prevalence of Chronic Cerebrospinal Venous Insufficiency in MS and Related diseases. Accepted for presentation at the American Academy of Neurology Meeting 2010, Toronto.
- M. H. Al-Omari, L. A. Rousan "Internal jugular vein morphology and hemodynamics in patients with multiple scleroris"
in "International Angiology", Vol. 29 N.2, April 2010 (leggi l'articolo) - M. Simka, J. Kostecki, M. Zaniewski, E. Majewski, M. Hartel "Extracranial doppler sonographic criteria of chronic cerebrospinal venous insufficiency in the patients with multiple scleroris" in "International Angiology", Vol. 29 N.2, April 2010 (leggi l'articolo)
- Sundström P, Wåhlin A, Ambarki K, Birgander R, Eklund A, Malm J. "Venous and cerebrospinal fluid flow in multiple sclerosis: A case-control study", Ann Neurol. 2010 Aug;68(2):255-9.
- Doepp F, Paul F, Valdueza JM, Schmierer K, Schreiber SJ. "No cerebrocervical venous congestion in patients with multiple sclerosis", Ann Neurol. 2010 Aug;68(2):173-83.
- Zamboni P et al. "A prospective open-label study of endovascular treatment of chronic cerebrospinal venous insufficiency"
in "Journal of Vascular Surgery", December 2009 (leggi l'articolo) - Ferlini et al. "Custom CGH array profiling of copy number variations (CNVs) on chromosome 6p21.32 (HLA locus) in patients with venous malformations associated with multiple sclerosis" in "BMC Medical Genetics", 2010 (leggi l'articolo)



Associazione tra CCSVI e SM


